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lunedì 6 agosto 2012

Curiosity ce l'ha fatta. Il Rover della Nasa è su Marte.


Martedì 06 Agosto 2012

Curiosity ce l’ha fatta

Si è svolto secondo i piani l’atterraggio della nuova missione robotica sul pianeta rosso.
Alle 7 e 31 di oggi, ora italiana, il modulo di discesa ha calato sul suolo marziano il rover della NASA.
Il videoeditoriale di Giovanni Bignami.

La manovra dello "Sy Crane"
in una rappresentazione artistica
(NASA/JPL-Caltech )
È arrivato e sta bene. Uscito indenne da quei famosi “sette minuti di terrore” di cui aveva parlato la NASA, il rover Curiosity è regolarmente approdato su Marte alle 7 e 31 ora italiana, ed è ora pronto a iniziare la sua esplorazione.

Tutto si è svolto secondo i piani, con la separazione del rover dal vettore alle 7 e 15 circa, l’entrata nell’atmosfera dieci minuti dopo, e poi la rapida discesa verso il punto prescelto, rallentata e guidata da un paracadute; infine, a pochi metri dal suolo, l’accensione dei razzi che hanno guidato l’avvicinamento alla superficie. Negli ultimi secondi il rover è stato letteralmente depositato sul suolo marziano con un sistema mai utilizzato prima, lo Sky Crane, in cui il rover è stato calato dolcemente dal modulo di discesa grazie a cavi di nylon, tagliati appena avvenuto il contatto con il terreno.

L'opinione di Giovanni Bignami - Presidente Inaf e Cospar



Link articolo: Media Inaf

domenica 18 marzo 2012

Marte: scoperti centinaia di vulcani di fango.

Il Pianeta Rosso
L'acqua è sparita dalla superficie, ma è rimasta molto più a lungo nel sottosuolo.

Centinaia di vulcani di fango su Marte raccontano la storia di un pianeta che non finisce mai di sorprendere e che, anche quando l’acqua liquida era sparita dalla superficie, potrebbe avere continuato ad avere fiumi sotterranei.

L’ipotesi arriva dalla ricerca italiana pubblicata sulla rivista Earth and Planetary Science Letters. A permettere di ricostruire la natura dei vulcani sono stati i dati dei tanti satelliti in orbita attorno a Marte e soprattutto quelli dello strumento Hirise a bordo dell’americano Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), analizzati dai ricercatori della Scuola Internazionale per la ricerca nelle scienza planetarie (Irsps) dell’universita’ ’’Gabriele D’Annunzio’’ di Pescara, diretta da Gian Gabriele Ori. I vulcani hanno una forma conica, con una base che ha diametro compreso fra 100 e 500 metri, e sono alti qualche decina di metri.

Alla sommita’ hanno una sorta di depressione, simile a un cratere. ’’Sono troppo piccoli per essere veri vulcani e non sono nemmeno coni di cenere’’, spiega la coordinatrice della ricerca, Monica Pondrelli. Considerando la loro composizione, l’ipotesi piu’ verosimile e’ che siano ’’vulcani di fango, formati da fluidi, gas e fango risaliti in superficie’’. I vulcani finora studiati si trovano nel grande cratere Firsoff, in prossimita’ dell’equatore marziano. ’’Adesso andremo a cercare strutture simili in altre zone di Marte’’, prosegue Pondrelli. 

Di sicuro, aggiunge, ’’Marte ha una vita sotterranea sorprendente: a partire da un certo punto della sua storia geologica, sulla superficie e’ scomparsa ogni traccia di acqua liquida, ma questo non significa che non ci sia stata acqua in profondita’’’. Perche’ il fango possa formarsi, infatti, e’ necessaria la presenza di acqua allo stato liquido. Si fanno strada anche delle ipotesi (ma per il momento sono soltanto tali) sulla possibile comparsa di forme di vita nel sottosuolo di Marte. Potrebbe avere avuto origine da qui ed essere stato portato in superficie dai vulcani di fango, l’abbondante metano osservato in passato da alcuni satelliti in orbita intorno al pianeta rosso.

Link articolo: www.meteoweb.eu

sabato 3 marzo 2012

Marte in opposizione alle 20:58. Sarà allineato con la Terra ed il Sole.

Marte in opposizione
Marte è da tempo immemorable il pianeta che ha appassionato maggiormente intere schiere di osservatori. Alle 20:58 di questa sera il pianeta rosso sarà in opposizione nella costellazione del Leone, allineato con la Terra ed il Sole. Marte si troverà in posizione opposta alla nostra stella, per cui appena il Sole tramonterà ad Ovest, il pianeta rosso comincerà ad essere visibile ad Est. Le opposizioni del pianeta si verificano in media ogni 26 mesi, anche se non tutte sono ugualmente favorevoli, in quanto la distanza può sensibilmente variare. L’ultima grande opposizione si è verificata nel 2003, mentre la prossima sarà soltanto nel 2018. Questa sera il pianeta si troverà a circa 100 milioni di chilometri dalla Terra, una distanza praticamente doppia a quella di 9 anni fa, dal momento che si troverà nel suo punto più lontano dal Sole. I termini per definire queste variazioni possono essere racchiusi in “grande opposizione, o perielica e piccola opposizione, o afelica”.  

Questa sera anche in un piccolo telescopio sarà possibile osservare le calotte polari del pianeta, che se seguite nel tempo, possono indicarci le stagioni marziane. Sarà inoltre possibile osservare qualche dettaglio superficiale. Per osservare le nubi in sospensione invece occorreranno strumenti di un certo rilievo o attendere periodi ancor più favorevoli. Nell’immagine qui accanto vi mostriamo Marte ripreso in un piccolo telescopio, attraverso il quale è possibile studiare e apprezzare il globo marziano. Periodicamente la sua superficie si rende invisibile a causa delle tempeste di sabbia che interessano tutto il pianeta, rendendo il suo disco praticamente privo di dettagli. Marte sarà alla sua minima distanza dalla Terra il 6 Marzo, quando sarà ad una distanza di 100.8 milioni di Km di distanza dal nostro pianeta. Attualmente è visibile per tutta la notte come una stella abbagliante arancio nel cielo orientale.

Il Pianeta Rosso
Ma se Marte in queste sere è capace di mostrare molti suoi dettagli, le sue lune Phobos e Deimos sono così piccole che anche in telescopi di grandi dimensioni appaiono come dei semplici punti luminosi. Phobos, la più grande, misura 23 Km, mentre Deimos soltanto 13 Km di larghezza. Entrambi i satelliti ruotano attorno a Marte in orbite quasi circolari e anche molto vicini al piano dell’equatore del pianeta. Phobos orbita a soli 6.000 km sopra la superficie marziana. Gli astronomi hanno dedotto che Phobos si sta avvicinando a Marte alla velocità di 1,8 centimetri l’anno e in teoria potrebbe schiantarsi su Marte in 40 o 50 milioni di anni. Prima che ciò accada, tuttavia, forti forze di marea indotte da Marte romperanno Phobos in una miriade di particelle che circonderanno Marte in una serie di anelli sottili. Deimos invece dista circa 20.000 Km dal pianeta rosso. 

A causa della estrema vicinanza dei satelliti, ci sono in realtà alcune aree di Marte dalle quali non è possibile osservarli, a causa del rigonfiamento di curvatura stessa del pianeta. Per tutte le latitudini oltre 83 gradi nord o sud dell’equatore di Marte, per esempio, Deimos non può mai essere visto. Phobos, essendo la più vicina delle due lune si muove in un’orbita ancora più bassa e non può mai essere visto da latitudini superiori a 70 gradi a nord o a sud dell’equatore marziano. Poiché le lune di Marte sia spostano quasi esattamente parallelamente all’equatore del pianeta, le migliori visuali di Deimos e Phobos sarebbero dall’equatore di Marte.

Di Renato Sansone

Link articolo: www.meteoweb.eu

martedì 28 febbraio 2012

“Marziani” nel deserto di Atacama

http://oggiscienza.wordpress.com
Due metri sotto il deserto. Non si tratta di una nuova parodia di un famoso film per teenager, ma dell’insolito habitat in cui vivono delle forme di vita molto primitive, che appartengono al regno degli archeobatteri. I ricercatori del Centro di Astrobiologia di Madrid e della Catholic University of the North in Cile hanno recentemente scoperto un’oasi popolata da un gran numero di questi microrganismi nel luogo più arido della Terra, il deserto di Atacama, in Cile. Gli archeobatteri  sono simili ad altri che vivono in zone diverse del pianeta, ma hanno la peculiarità di sopravvivere in assenza di luce e di ossigeno.

La scoperta, pubblicata su Astrobiology, è avvenuta grazie all’utilizzo di uno speciale strumento, battezzato SOLID, progettato per la ricerca della vita su altri pianeti. SOLID (Signs Of Life Detector) è costituito da un biochip che contiene ben 450 anticorpi in grado di riconoscere molecole biologiche complesse, come zuccheri, DNA e proteine, che sono i costituenti essenziali di ogni organismo vivente.

L’inospitale ambiente del deserto di Atacama, in cui SOLID ha permesso di identificare l’oasi di archeobatteri, è stato investigato perché si tratta di uno dei luoghi terrestri che appaiono più simili rispetto a quelli che si osservano sul suolo marziano.  La sonda Phoenix della Nasa ha persino fotografato sulla superficie del polo nord di Marte depositi salini del tutto paragonabili a quelli originati dall’attività metabolica degli archeobatteri. L’habitat in cui sono stati rinvenuti i microrganismi è infatti caratterizzato da estese incrostazioni saline, che garantiscono la presenza costante di acqua di condensa, senza la quale non potrebbero sopravvivere nell’ambiente eternamente buio e freddo in cui prosperano.

Il test di Atacama, per SOLID, è stato superato a pieni voti. Il prossimo passo avverrà direttamente sul Pianeta Rosso. La speranza di trovare vita su Marte è affidata al biochip e ai suoi 450 anticorpi.

Di Fabio Perelli

domenica 11 dicembre 2011

Acqua su Marte? Opportunity trova la prova definitiva

Fonte: Nasa
07 Dicembre 2011 la Nasa annuncia di aver trovato una traccia di gesso su Marte, prova inconfutabile della presenza di acqua allo stato liquido nel passato del pianeta. "Si tratta dell'osservazione più solida che abbiamo fatto nel corso dell'intera missione." - spiega lo scienziato e responsabile del progetto Opportunity della NASA Steve Squyres - "Mentre le precedenti "prove" a sostegno dell'esistenza di acqua su Marte presentavano il fianco a osservazioni critiche per via della complessa presenza di composti minerali sulla superficie, il gesso individuato di recente è innervato in una roccia. Questa roba si è formata esattamente lì. C'era una spaccatura nella roccia. L'acqua ci è passata attraverso. Il gesso è stato depositato dall'acqua. Fine della storia".

A scovarla è stato Opportunity, il rover, predecessore di Curiosity, lanciato su Marte nell'ormai lontano 2004. Una missione della durata prevista di soli 3 mesi e che invece ha raggiunto l'ottavo anno con una percorrenza totale del rover di quasi 34,5 km. 

Fonte: Nasa
Si tratta di una venatura di gesso lunga circa 45 cm e larga appena 2, battezzata con il nome di "Homestake", scoperta nei pressi del cratere da impatto Endeavour, e che presenta una diversa composizione rispetto le precedenti scoperte. Lo spettrometro montato sul braccio mobile di Opportunity ha rilevato che la sostanza sarebbe una forma idrata del solfato di calcio, con ogni probabilità gesso. Il ricercatore Squyres conclude che "sia la chimica che le condizioni geologiche semplicemente gridano 'Acqua'".

La straordinarietà della scoperta sta nel fatto che, come affermano i ricercatori, questo minerale si è formato in condizioni più neutre, garanzia per lo sviluppo della vita, di quelle acide che hanno favorito altri depositi di zolfo precedentemente scoperti su Marte. E questo significa che un tempo il pianeta poteva essere abitato.

Link correlati:

venerdì 9 dicembre 2011

Mars Science Laboratory Curiosity Rover Animation




Il video della Nasa mostra le varie fasi di vita di "Curiosity", iniziando con il lancio nello spazio, continuando con l'atterraggio su Marte ed infine mostrando l'attività del Mars Science Laboratory sul Pianeta Rosso.

Link video: JPLNews - youtube

domenica 27 novembre 2011

" Curiosity " a caccia di vita su Marte

Il lancio del razzo Atlas V
Alle ore 16.02 (ora italiana) del 26 novembre 2011 a Cape Canaveral, in Florida, è iniziata la missione della Nasa denominata MSL - Mars Science Laboratory, la più ambiziosa finora pensata e realizzata. E' costata 2,5 miliardi di dollari e porterà su Marte "Curiosity", il più grande rover-laboratorio mai sceso sulla superficie del pianeta rosso e destinato ad andare in cerca di forme di vita, cioè microrganismi vissuti in passato o attualmente presenti.

«Sarà come cercare un ago in un pagliaio grande come un campo di calcio» avverte John Grotzinger, lo scienziato a capo della spedizione.

Curiosity  ha una dimensione pari ad una vettura di grandi dimensioni, 3 metri per 3 per 2 di altezza, pesa circa una tonnellata e dispone di 6 ruote che gli consentono di superare ostacoli alti ben 75 centimetri. Un rover con a bordo 75kg di strumentazione elettronica ad altissima tecnologia, tra cui un braccio robotico, una "trivella" per carotare il suolo, speciali spazzole per prelevare campioni marziani, videocamere e un set di sensori, con lo scopo di analizzare le rocce, scoprire di cosa sono fatte e soprattutto trovare elementi che contengono carbonio, indicatori di possibili forme di vita passate o presenti.

Per farlo sbarcare su Marte, alla Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa a Pasadena, dove è stato concepito, costruito e da dove sarà gestito, si sono dovuti inventare un altro metodo di atterraggio rispetto a quello previsto per i suoi predecessori Spirit e Opportunity, lanciati nel 2004.

Hanno quindi progettato lo “sky crane”, la gru del cielo, come l’anno battezzata e quello che succederà lassù per effettuare lo sbarco sarà una cosa da fantascienza. La soluzione consiste in uno speciale stadio di discesa che utilizza per prima cosa i paracute, quindi dopo aver acceso dei motori a razzo per fermarsi a mezz'aria, a circa una ventina di metri dal suolo, il veicolo madre lancerà sul pianeta tre cavi che consentiranno di calare Curiosity su Marte.

Curiosity
Inizia così il lungo viaggio di Curiosity che lo porterà sul pianeta rosso, distante ben 570 milioni di km, con arrivo previsto per agosto 2012.  L'atterraggio è previsto nel cratere di Gale, vicino all'equatore di Marte, una zona che si estende per circa 160 km, alla base di un monte alto 5, ricca di sedimenti alluvionali e altre tracce legate alla presenza di acqua in passato sul pianeta.

Rimarrà in attività per almeno 1 anno marziano, pari a 687 giorni terrestri, e non avrà limitazioni nel funzionamento in quanto è dotato di un generatore nucleare al plutonio che gli consentirà di lavorare 24 ore su 24 senza interruzioni.

Link consigliati: 
Rai Tv - Leonardo 
Repubblica Tv
Corriere della Sera
Wikipedia