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mercoledì 7 marzo 2012

Antimateria al microonde.

Una rappresentazione schematica
della porzione dell’esperimento
ALPHA nella quale gli antidrogeni
vengono sintetizzati e intrappolati.
E  il grafico del potenziale elettrico
nella trappola.
Crediti: Nature
(copyright Macmillan Magazines 2010)
ESPERIMENTO SPETTROSCOPICO SULL’ANTIDROGENO

Misurate per la prima volta alcune proprietà di un atomo d’antimateria, e in particolare di un antidrogeno. A realizzare l’esperimento, i cui risultati sono pubblicati sull’ultimo numero di Nature, gli scienziati della collaborazione ALPHA, al CERN.

Di Marco Malaspina.

Ormai non c’è dubbio, i maghi dell’antimateria sono loro: gli scienziati della collaborazione ALPHA del CERN. Poco più di un anno fa erano riusciti a imbrigliarne 38 atomi. L’estate scorsa avevano infranto un altro record, riuscendo a tenere in trappola atomi di antidrogeno per 16 interminabili minuti. E ora, per la prima volta nella storia, sono finalmente riusciti a studiarli e a manipolarli, questi anti-atomi confinati così a fatica. Una tappa fondamentale per arrivare a confrontare, in modo puntuale e preciso, le proprietà degli atomi di materia ordinaria e di quelli “anti”. Come ci sono riusciti? Con le microonde.

«Per decenni, gli scienziati hanno sognato di poter studiare le proprietà intrinseche degli anti-atomi, nella speranza d’imbattersi in indizi che potessero aiutarli a trovare risposte a domande fondamentali sul nostro universo», dice uno degli autori dell’articolo pubblicato oggi su Nature, Mike Hayden, ricercatore alla Simon Fraser University e membro della collaborazione ALPHA. «A metà del secolo scorso, i fisici stavano sviluppando e utilizzando le tecniche a microonde per studiare gli atomi ordinari, come l’idrogeno. Ora, a 60 o 70 anni di distanza, abbiamo avuto la possibilità di assistere alle prime interazioni fra le microonde e un anti-atomo».

In particolare, Hyden e colleghi sono riusciti a invertire – irradiandoli con microonde finemente regolate in frequenza in modo da raggiungere una condizione detta di “risonanza interna” – lo spin dei positroni (gli anti-elettroni) di atomi di antidrogeno confinati magneticamente nella trappola per antimateria di ALPHA. E l’inversione dello spin ha fatto sì che gli anti-atomi venissero espulsi dalla trappola. «Questo esperimento dimostra che è possibile applicare la spettroscopia a microonde anche a entità così diabolicamente difficili da gestire come gli anti-atomi», spiega un altro scienziato del teamWalter Hardy, della University of British Columbia.

L’ambizione, per la collaborazione ALPHA, è quella di arrivare a misurare un anti-spettro: lo spettro dell’antidrogeno. Spettro che, stando ai principi fondamentali della fisica, dovrebbe essere identico a quello dell’idrogeno. «L’idrogeno è l’elemento più abbondante nell’Universo», osserva Jeffrey Hangst, il portavoce di ALPHA, «e la sua struttura ci è ormai estremamente chiara. Adesso abbiamo finalmente una chiave d’accesso anche alla verità dell’antidrogeno. I due sono diversi? È ancora prematuro rispondere, ma ora possiamo affermare con certezza che il tempo ce lo saprà dire».


Link articolo: www.media.inaf.it

Link video: www.youtube.com - Canale Youtube InafTv

domenica 18 dicembre 2011

Bosone di Higgs: le prime tracce della "Particella di Dio"

E' tutta italiana la scoperta delle prime tracce della "Particella di Dio". Al Cern di Ginevra, il 13 dicembre 2011, è stato tenuto un seminario per la presentazione dei primi risultati sulla ricerca del Bosone di Higgs. Portavoce di questa scoperta sono gli scienzati del INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) Fabiola Gianotti responsabile dell'esperimento ATLAS e Guido Tonelli alla guida del CMS al Large Hadron Collider (LHC) di Ginevra.

Una lunga storia di ricerca iniziata il 10 settembre 2008, quando è stato acceso, per la prima volta, l'acceleratore di particelle che si trova sul confine tra Svizzera e Francia.


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