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lunedì 5 marzo 2012

Asteroide in rotta di collisione, gli scienziati dicono di no!

http://terrarealtime.blogspot.com
L’asteroide 2012 DA14 sfiorerà la Terra il 15 febbraio 2013. L’oggetto celeste passerà ad appena 27 mila chilometri dal pianeta, ma gli astronomi escludono per ora la possibilità di una collisione. La probabilità infatti che Da14 giunga sulla Terra per la Nasa è 1 su 4,550. 

Questo non significa però l’assoluta certezza di salvezza: l’orbita degli asteroidi varia ed in futuro Da14 potrebbe pericolosamente avvicinarsi. L’asteroide ha un diametro di 45 metri e la sua orbita è simile a quella della Terra: gira attorno al Sole tra il nostro pianeta e Marte, disegnando un’ellisse inclinata rispetto al piano dell’orbita terrestre.

Impossibile per gli astronomi definire l’orbita dell’asteroide senza ulteriori osservazioni. Sebbene per il 2013 la distanza di passaggio, di appena 27 mila chilometri, rimane un distanza di sicurezza dall’impatto stile “armageddon”, ma l’incredibile vicinanza renderà semplice l’osservazione del passaggio di Da14.
 
                       www.blizquotidiano.it 
 
Link correlati: www.agi.it

venerdì 2 marzo 2012

Le ultime novità sull’asteroide 2011 AG5.

Credit: NASA/JPL/Caltech/NEOPO
L’asteroide 2011 AG5 ha ricevuto tanta attenzione negli ultimi tempi a causa di una remota possibilità che possa colpire la Terra nei prossimi 28 anni. Questa roccia cosmica, della grandezza di 140 metri, è attualmente classificato con 1 sulla scala da 1 a 10 della Scala Torino, un metodo di classificazione del pericolo di impatto associato agli oggetti come asteroidi e comete. Al 26 Febbraio 2012, l’asteroide in questione è soltanto uno dei 8744 oggetti vicini alla Terra da noi scoperti. E’stato scoperto l’8 Gennaio 2011 da un gruppo di astronomi, grazie ad un telescopio Cassegrain da 1,5 metri in cima al Mount Lemmon, sulle mntagne a nord di Tucson, in Arizona. La sua attuale posizione nel cielo diurno, non consente di effettuare rilevazioni dai telescopi terrestri, per cui la sua orbita non è stata ancora determinata perfettamente. Le previsioni del suo cammino infatti possono subire drastiche variazioni, ma molto presto sarà possibile avere un quadro più dettagliato della situazione. “Nel settembre 2013, avremo l’opportunità di fare ulteriori osservazioni dell’asteroide quando sarà a circa 147 milioni di chilometri dalla Terra“, ha detto Don Yeomans, direttore del Near-Earth Object Program Office della NASA al Jet Propulsion Laboratory in Pasadena, in California. “Sarà l’occasione per osservare questa roccia spaziale e perfezionare i calcoli sulla sua orbita”, dice lo scienziato.

A causa della estrema rarità di un impatto con un asteroide vicino alla Terra di queste dimensioni, mi aspetto che saremo in grado di ridurre in modo significativo o escludere del tutto ogni probabilità di impatto per il prossimo futuro“, dice Yeomans. Osservazioni migliori saranno possibili nel 2015 e nel 2023, quando il corpo transiterà a circa 1,6 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Nel 2028 l’asteroide sarà nuovamente in zona, arrivando a non meno di 16,7 milioni di chilometri.  Le probabilità attuali che l’asteroide possa colpirci nel Febbraio del 2040, sono soltanto di 1 su 625. Ma come per Aphopis, ci attendiamo che questa probabilità si riduca ulteriormente. Il programma Near-Earth Object, comunemente chiamato “Spaceguard,” scopre questi oggetti, caratterizza un sottoinsieme di essi, ne determina le loro orbite, per determinare la pericolosità per il nostro pianeta.

Di Renato Sansone

Link articolo: www.meteoweb.eu

martedì 28 febbraio 2012

Un grande asteroide potrebbe minacciare la Terra nel 2040. Partito il monitoraggio degli scienziati.

Credit: ESA - P.Carril
Gli scienziati stanno tenendo d’occhio un grosso asteroide che potrebbe costituire una seria minaccia di impatto sulla Terra tra pochi decenni. L’oggetto spaziale, che prende il nome di 2011 AG5, misura circa 140 metri di larghezza. Esso potrebbe passare molto vicino alla Terra e addirittura colpirla nel 2040, tanto che gli scienziati stanno cominciando a vagliare ipotesi per deviarne la traiettoria. Una squadra delle Nazioni Unite ha osservato ripetutamente l’asteroide che si avvicina alla Terra e ha calcolato le possibilità, seppur ridotte, che il corpo possa sbattere tra 28 anni sul nostro pianeta. 

L’oggetto è stato scoperto nel Gennaio del 2011 dall’osservatorio di Mount Lemmon Survey di Tucson, in Arizona. Anche se le dimensioni sono chiare, la sua massa non è al momento altrettanto nota.  “2011 AG5 è l’oggetto che attualmente ha le possibilità più elevate di colpire la Terra. Tuttavia, abbiamo osservato solo la metà della sua orbita, per cui questi calcoli vanno certamente perfezionati”, dice Detlef Koschny dell’Agenzia Spaziale Europea. Secondo Donald Yeomans, responsabile del programma Near-Earth Object presso il Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, le probabilità di impatto, è bene dirlo, sono soltanto di 1 su 625, per il 5 Febbraio del 2040. Questa probabilità però potrebbe variare con il tempo e con successive osservazioni. “Fortunatamente, questo oggetto sarà osservabile dalla terra tra il 2013 ed 2016″, ha detto Yeomans.

Credit: Tony Dunn
 Il pericolo maggiore sta nel fatto che l’oggetto durante la sua orbita, potrebbe incontrare altri corpi capaci di dirottare anche lievemente la sua traiettoria, e spedirlo direttamente su di noi;  quindi nonostante la probabilità sia abbastanza remota, è bene tenere alta la guardia. Un primo approccio si dovrebbe avere nel 2023, quando l’asteroide sarà a soli 0,02 unità astronomiche (2,99 milioni di Km) dalla Terra. Un’unità astronomica infatti corrisponde alla distanza media tra la Terra ed il Sole, pari a circa 149.6 milioni di Km. Secondo una stima del JPL, la porzione di spazio attraverso la quale l’asteroide dovrebbe passare nel 2023 in modo che esista una reale possibilità di impatto con la Terra è di circa 100 Km di larghezza. 

Le probabilità di impatto potrebbero essere superiori anche ad Aphopis, l’asteroide che passerà ad una distanza ravvicinatissima con la Terra nel 2029 prima, e nel 2036 successivamente. Saranno quindi molto importanti le osservazioni tra il 2013 ed il 2016 per valutare le reali possibilità d’impatto. In risposta ad alcune lettere pervenute, la NASA, nella persona dell’amministratore Charles Bolden, ha detto che c’è ancora tanto tempo per passare ad una fase operativa. Questo non vuol dire che il caso non venga preso con la dovuta serietà, ma che è anche inutile affrontare mille problemi prima ancora di avere stime ufficiali in relazione al suo passaggio. Bolden fa riferimento al fatto che in futuro ci saranno tante osservazioni che permetteranno di capire se servono progetti immediati. Non resta quindi che attendere e sperare che l’asteoide voglia tenersi lontano dalla Terra.

Di Renato Sansone

Link articolo: www.meteoweb.eu